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Continuità Territoriale sì, Continuità Territoriale no, Continuità Territoriale forse.
Ormai sta diventando una guerra fra titani (poi la storia mitologica insegna come sono finiti) che in realtà non avrebbe senso di esistere se si conoscesse il mercato aereo e si limitasse a fare il compitino, senza voler strafare e senza voler prendere una A+ in un compito di Teoria Quantistica frequentando la prima elementare (senza offesa per gli alunni di prima elementare).
L’esistenza della Continuità Territoriale, lo dice il nome stesso, deve permettere una continuità fra territori isolati che hanno necessità di collegarsi alle città principali della nazione. Semplice e chiaro, no?
Ma dice anche un’altra cosa importante: “Questa è codificata per permettere ai residenti dei territori (…)”. Infatti questa possibilità viene iscritta per dare a chi vive in un determinato luogo, e che ha quindi delle oggettive impossibilità laterali di movimento, di raggiungere per esempio la capitale della nazione.
La Sardegna come isola, ha pertanto quei requisiti tali da poter richiedere la Continuità Territoriale, è indubbio: basta guardare la cartina geografica.
Ma allora perché la “cattiva” Unione Europea sta “bloccando” il nuovo bando? Perché odia i sardi? Perché è cattiva?
Analizzando quello che dice il regolamento, la Continuità Territoriale sarda presenta delle “anomalie” che stravolgono in realtà quello che è il mercato libero e la possibilità stessa delle compagnie aeree di svolgere il lavoro per cui son nate, vale a dire trasportare le persone e avere anche un riscontro finanziario.
L’attuale Continuità Territoriale permette per 9 mesi l’anno circa a chiunque, che sia residente o meno in Sardegna, di usufruire di una tariffa fissa per partire da Milano Linate o Roma Fiumicino ed arrivare nelle tre città sarde collegate. In parole povere lo Stato o la Regione pagano una determinata somma anche per chi in realtà non ha problemi di mobilità e si muove solo per turismo.
La ragione di questa scelta si basa sul convincimento che i costi sarebbero troppo alti se non si limitasse il prezzo per i turisti e quindi sarebbe il turismo regionale a perderci. Un discorso che fila, certo, ma il problema è che i prezzi alti sarebbero una conseguenza della continuità territoriale in monopolio pensata dalla Regione Sardegna. Infatti, se tu permetti legalmente che ci sia una sola compagnia che opera su una determinata rotta con paletti e obblighi, crei naturalmente un aumento di costi per chi non ha diritto a determinati privilegi.
Una determinata compagnia che ha il monopolio su una rotta definita non farebbe mai prezzi bassi, perché appunto, il monopolio per sua natura limita la competizione e permette una scelta dei prezzi unilaterale e non di mercato. Per questo motivo la Regione Sardegna ha introdotto il prezzo unico nel suo modello monopolistico: per eliminare le possibilità di prezzi troppo alti.
Indubbiamente è una scelta che permette di abbassare i costi e di creare un movimento non limitato ai residenti e quindi un minore peso del trasporto sul turista.
Però se il problema nasce appunto da una Continuità Territoriale che si basa su unica compagnia aerea in monopolio per operare la rotta, non ci si può lamentare, non si può scrivere “siamo in balia dell’Unione Europea”, perché il mercato aereo italiano, così come quello Europeo, è cambiato radicalmente in questi anni e questo cambiamento è stato recepito da molti territori del vecchio continente. Noi siamo fermi al pensiero di essere i dannati d’Europa.
Le compagnie europee o italiane che motivo avrebbero per tartassare i sardi con prezzi alti? Perché se tu alzerai i prezzi, la gente non prenderà i voli e tu chiuderai. Così come succede nelle rotte non coperte da nessun finanziamento pubblico.
È naturale che se si ha paura che nessuna compagnia operi la Cagliari-Roma o la Cagliari-Milano si cerchi di finanziarla, ma questo scenario è molto inverosimile, soprattutto sulle rotte da Cagliari verso Roma e Milano che godono sicuramente di un mercato e una richiesta consolidati e con numeri importanti.
Più prioritario invece spingere su una continuità sugli scali di Alghero e Olbia, dove oggettivamente c’è più necessità di un controllo e di una sicurezza di presenza di una compagnia.
Pretendere un certo numero di voli in monopolio su quella che è la quinta rotta nazionale (la Cagliari-Roma) dicendo che “sennò nessuno volerebbe su quella tratta” fa onestamente ridere e non è credibile. Dire che in estate nessuna compagnia opererebbe voli è fantascienza, che sia Olbia, che sia Alghero o che sia Cagliari il soggetto, perché siamo una regione estiva (purtroppo).
Quindi che si inizi a scindere i bandi regionali, che si inizi a creare un bando ad hoc per ogni aeroporto, scegliendo in base alle esigenze reali dei territori e basandosi sui dati oggettivi delle rotte.
Oltre alla scelta di lasciare finalmente libertà alle compagnie di portare avanti prezzi liberi, per esempio senza il bagaglio imbarcato o cambio di data per tutti. In modo da non pretendere biglietti economy full, che nel mercato reale costerebbero più di 300€ a persona/tratta, e per far sì di chiedere che d’estate possa esistere un libero mercato per i turisti, in modo tale da testare la reazione del mercato (è da circa 20 anni o quasi che Roma FCO e Milano LIN non hanno un libero mercato concorrenziale). In questo modo si possono proteggere quindi i sardi con prezzi calmierati, magari prendendo spunto dal modello spagnolo, che seppur con i suoi limiti, non blocca lo sviluppo di un turismo non legato alla Continuità Territoriale e permette a qualsiasi compagnia di operare di sua spontanea volontà le rotte.

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Cagliaritano di nascita, ha vissuto per anni facendo la spola fra L'Aquila, Roma e Cagliari. Studiando Cinema e poi Turismo, appassionato sin da piccolo di aerei per colpa del sentiero di discesa della 32 di Cagliari che passava proprio davanti a casa sua. La sua passione per l'aviazione è bilanciata dalla sua paura per gli aerei, difatti pur amandoli non esita a dire "Ogni volta che salgo su un aereo ho una fifa nera del decollo". Dopo aver aperto "Cagliari In Volo" che poi è diventato "Sardegna In Volo" si è successivamente occupato dell'apertura di "Sicilia In Volo" e del forum "Aviazione Italiana".