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L'aerostazione dell'aeroporto in una foto degli anni settanta.

In occasione dell’80° anniversario dell’aeroporto di Alghero abbiamo chiesto un piccolo regalo a chi quell’aeroporto l’ha vissuto per anni e a tutt’oggi ne conserva bellissimi ricordi che è disposto a condividere. Parliamo di Valter Battistoni che è stato direttore titolare dell’aeroporto per 12 anni tra gli anni novanta e duemila. Qualche anno fa ha pubblicato un interessantissimo libro, “Breve storia dell’aeroporto di Alghero dal 1938 al 1995”, che invitiamo a leggere sia per la narrazione, sia per il repertorio fotografico. Battistoni ci racconta qualche piccolo aneddoto della sua carriera, contribuendo a mantenere viva la memoria storica e a trasmettere la passione per l’aviazione a tutti quelli che hanno piacere di approfondire certe tematiche. Al mio ringraziamento si unisce quello degli altri collaboratori del blog.
AS

L’aerostazione negli anni 70 (foto: V. Battistoni)

Il 28 marzo scorso si è tenuta la celebrazione dell’80° anniversario dell’istituzione dell’aeroporto di Alghero; dico aeroporto tout court perché militare e civile coesistono da 70 anni, come pure è stato messo in rilievo nella circostanza. Sardegna in volo mi ha chiesto un breve scritto sull’argomento ed ho accettato volentieri la loro richiesta. Non so se saranno soddisfatti perché parlerò molto dei miei ricordi e poco dell’aeroporto, ma spero di essere perdonato (siamo molto più che soddisfatti, nda).
Qualche anno fa pubblicai un libriccino, “Breve storia dell’aeroporto di Alghero dal 1938 al 1995”, forte di qualche ricerca storica ma soprattutto di una quarantina d’anni di ricordi e di memorie che spaziano dal 1961 al 2004. Dal 1961 al 1965, infatti, mio padre fu caposcalo dell’Alitalia e spesso mi portava con sé, e io ero libero di gironzolare fra piazzale e uffici, in un aeroporto allora libero dalle fobie antiterroristiche odierne. A quell’epoca risalgono anche alcune delle fotografie riportate nel libro.
Per uno strano scherzo del destino la allora Civilavia mi ci rimandò nel 1975, e nientemeno da vicedirettore, fresco vincitore di un pubblico concorso. Tranne un breve periodo di 7 anni trascorsi a Cagliari, tutto il resto della mia carriera si è svolto ad Alghero dove dal 1992 al 2004 ho ricoperto l’incarico di Direttore titolare.

Un Britannia della British United Airways ad Alghero immortalato nel 1962 o 1963 (marche G-ARXA).

Quello che mi premeva raccontare ed approfondire nel libro era anzitutto il periodo di occupazione da parte degli Alleati, che durò approssimativamente dall’ottobre del 1943 al dicembre del 1944 e che vide la presenza di squadroni britannici, americani, australiani e sudafricani, con tutte le loro vicissitudini operative e purtroppo costellato da numerosi incidenti. Si tratta infatti di uno dei periodi meno raccontati della storia cittadina.
Proseguendo nell’indagine temporale, e grazie al ritrovamento di preziosi documenti, sono poi stato in grado di descrivere dettagliatamente la storia del primo volo charter dall’Inghilterra, nel giugno del 1954, operato da un vecchio DC3, in una catena di voli che non si è mai interrotta sino ai giorni nostri, e ho fatto conoscere l’inventore dei voli charter, il quasi misconosciuto Vladimir Raitz, fondatore della Horizon Holidays.
Ho riferito episodi sconosciuti, quali l’avventuroso atterraggio di emergenza di un piccolo Beech D18S neozelandese, in volo ferry dal Nuovo Messico alla Nuova Zelanda nel 1956, ed accolto sul piazzale ad armi spianate dai militari che sospettavano un’azione di spionaggio.
Ho raccontato le storie minime della gestione aeroportuale statale viste dall’interno e l’impossibilità di far fronte alle necessità sempre incombenti di un moderno aeroporto civile combattendo contro una burocrazia che lo Stato stesso si era creato.
Quello che non ho potuto scrivere nel libro sono però le immagini dei ricordi, fissate solo nella mia memoria, come flash back di un passato remoto: un meccanico dell’A.M. sdraiato a tarda notte sotto un’autobotte ad avvitare bulloni mentre sulle nostre teste un DC9 dell’ATI era in holding ma non poteva atterrare, perché quel mezzo era indispensabile per la copertura antincendio a norma ICAO. E che poté atterrare solo quando l’ultimo bullone fu avvitato.
Un A7 Corsair (mi pare) parcheggiato praticamente davanti al portone di casa, solo e incustodito, a seguito di un atterraggio di emergenza la notte prima, sul quale, non resistendo alla tentazione, disegnai dispettosamente, col dito intriso del grasso dello scarico, un simbolo non propriamente filo-yankee, immaginando l’effetto che avrebbe fatto al ritorno sulla portaerei! Spero che nel frattempo sia intervenuta la prescrizione.

L’ATR 42 di Italair (marche EI-COC) immortalato da Werner Fischdick nell’ottobre del 1997. Pochi mesi dopo, l’aeromobile subirà danni irreparabili durante un atterraggio il 20 gennaio 1998 (volo B8111 Pisa-Alghero). © Werner Fischdick Collection

Mi rivedo correndo disperatamente oltre la pista, riuscendo a stento a rimanere in piedi a causa del maestrale a 40 nodi, per raggiungere l’ATR di Italair, incidentatosi in un atterraggio conclusosi con un aereo perduto ma senza un graffio ai passeggeri. Ma soprattutto mi rivedo pedalando trafelato in bicicletta, di ritorno dal santuario di Valverde, per mantener fede a una promessa che mi era sfuggita quando arrivammo sul posto e quando ancora non sapevo se avrei o meno dovuto raccogliere cadaveri e affrontare un inevitabile processo, come purtroppo accadde ad altri colleghi per eventi ben più gravi.
Quelli erano i tempi. Oggi immagino si faccia perfino fatica a pensare che fossero davvero così.
Mentre durante la cerimonia passavano vecchie foto, ho ripensato a quegli anni, quando l’aeroporto era anche casa, dove è nato e cresciuto mio figlio, quando in cucina odoravamo cherosene e gomme bruciate da atterraggi troppo bruschi e quando una sirena dei Vigili del Fuoco mi faceva capire che di lì a poco sarebbe arrivata l’immancabile telefonata dall’ufficio.
Poi quando uno degli oratori ha parlato dell’aeroporto di Alghero come il “suo” aeroporto, dentro di me non ho potuto fare a meno di sorridere: credo di poter vantare qualche diritto anche io.

VALTER BATTISTONI

Una veduta aerea del lato aria e del piazzale dell’aeroporto. L’aeromobile è un DC9 dell’ATI, marche I-ATJA. Numerosissimi anni dopo (nel 1990, sotto colori Alitalia) tale macchina subì un incidente a Zurigo in cui morirono 40 passeggeri e 6 membri dell’equipaggio. Credits Photo @Gianni Davis
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Classe 1987, algherese di nascita, si è trasferito a Torino nel 2006 dove tuttora vive e lavora. Laureato in ingegneria delle telecomunicazioni, è consulente presso alcuni dei maggiori provider italiani e internazionali. All'attività lavorativa affianca, dal 2016, l'esperienza di amministratore pubblico nella Città di Torino. Da sempre appassionato di trasporti, è socio operativo dell'Associazione Torinese Tram Storici (ATTS) e di FlyTorino, associazione che si occupa dell'aeroporto di Torino-Caselle. Collabora dal dicembre del 2017 con Sardegna In Volo, occupandosi dell'aeroporto di Alghero-Fertilia.