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Negli ultimi anni su internet e in giro per la Regione si è sviluppata ancora di più una forma di odio e di incolpare qualsiasi male alla città di Cagliari.
In particolare nell’ultimo periodo si è data la colpa all’aeroporto di Cagliari per l’eliminazione dei voli Ryanair e per una involuzione dell’aeroporto di Alghero.

Non cerco di far cambiare idea a chi ha questa visione, ma cerco di far capire cosa non va in questo ragionamento.

Prima di tutto, parliamo di Catch Aree, che sono principalmente le zone di interesse delle infrastrutture su cui si basano per determinare il bacino di popolazione che può usufruirne.

Notiamo infatti dalla tabella soprastante come anche in situazioni con distanze relativamente brevi come Oristano, il tempo di percorrenza sia in auto che in treno sono superiori alle 2 ore. Il che rende poco appetibile l’aeroporto di Alghero come punto di sbarco o di uscita per circa 32 mila abitanti.
Lo stesso si può notare con Olbia, con l’aggravante che la città gallurese ha il proprio aeroporto di riferimento, per cui tutta la provincia di Olbia-Tempio non ha “interesse” diretto nell’utilizzo dello scalo algherese e conta circa 160.000 abitanti.

Per cui, statisticamente per i voli da/per Alghero si conta una popolazione di riferimento di circa 490 mila abitanti della provincia di Sassari. Durante il periodo estivo, naturalmente questo riferimento aumenta in maniera esponenziale. In quanto grazie alla presenza di autolinee che portano verso la costa smeralda o verso La maddalena, quest’area si amplia, ma rimane comunque un riferimento specificatamente estivo e stagionale, non adatto a creare un volume di traffico che possa reggere durante il periodo invernale.

Dicevamo all’inizio sull’accusa da parte di molti esponenti sul fatto che Cagliari ha “mangiato” Alghero.
In realtà l’unico punto di “congiunzione” che si ha fra l’Aeroporto di Cagliari e di Alghero per quanto riguarda il mercato di riferimento regionale è la zona centrale della Sardegna, dove la distanza con Oristano si equivale.
Ma l’ago della bilancia ancora una volta la fanno le infrastrutture e dove per arrivare ad Alghero, l’oristanese deve fare due passaggi da Oristano a Sassari e da Sassari ad Alghero con il treno e poi ARST, su Cagliari si arriva direttamente in aeroporto in 57 minuti.

Le infrastrutture quindi stanno penalizzando l’aeroporto di Alghero, ma sono infrastrutture che non sono state realizzate in due anni, ma che sono presenti già da diverso tempo sul territorio sardo. Solo recentemente però è stata aperta la stazione ferroviaria a Cagliari, ma su sede già esistenze ferrata quindi è stato solo utilizzato quello che già c’era.
La differenza in più la fa anche il bacino di possibili passeggeri e là dove Alghero deve dividere un territorio turistico e abitativo con un’altro aeroporto (Olbia), Cagliari ha dalla sua tutto il sud Sardegna come possibile bacino di sviluppo.
Infatti si pensi che solo la città Metropolitana di Cagliari conta una popolazione di circa 432 mila abitanti, senza contare Carbonia, Iglesias e il bacino di Oristano e si arriva all’incirca al 40% della popolazione della Sardegna.

Di conseguenza, imputare all’aeroporto di Cagliari o alla stessa Cagliari, come causa della diminuzione di passeggeri all’aeroporto , è sintomatico di un non accorgersi che a meno di 100 km c’è un’infrastruttura che fa più passeggeri durante il periodo estivo di Elmas (Olbia). C’è la divisione del bacino appunto fra questi due aeroporti e la mancanza di infrastrutture che permettano di muoversi velocemente verso l’aeroporto senza dover partire 4 ore prima.

E’ altresì vero che molti voli sembrano esser stati chiusi ad Alghero e aperti a Cagliari, ma bisogna sempre ragionare in termini privati, una compagnia preferirà sempre aprire su un’aeroporto che ha dalla sua parte un bacino vasto, che uno ridotto. Ma soprattutto un bacino che gli permetta di far volare gli aerei pieni in entrambe le direzioni per tutto l’anno.

Ma soprattutto, diamo il tempo a F2i il fondo che ha acquistato l’aeroporto di Alghero , che è proprietario anche di alcuni degli aeroporti più importanti in Italia (Milano Malpensa, Bologna e Napoli) di riorganizzare il lavoro all’interno dello stesso e di riprendere in mano le redini dello sviluppo.
Non bisogna quindi cercare una colpa, ma è il territorio che deve invece stringersi attorno all’aeroporto cercando soluzioni immediate per tornare ad esser competitivi e soprattutto per collegare la bellissima riviera del corallo con il mercato estero e che è necessario per il territorio algherese e sassarese.