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Sardegna In Volo è sempre stata critica nei confronti di Meridiana, è sempre stata pressante, sempre stata molto caustica. Ma alla fine quello che si temeva si è realizzato. Licenziamenti e spostamento del focus dalla Sardegna (sua madre patria) al continente.
La sua storia, il suo personale, quello che ha datto alla Sardegna sono incommensurabili, ma delle scelte errate, delle scelte che hanno completamente snaturato la sua storia, hanno creato un danno così forte che ora ingiustamente piu’ di 1500 persone rischiano il licenziamento. Non esiste o almeno non credo possa esistere una compagnia aerea che basata, nata e cresciuta in una regione che potrebbe essere un grosso bacino di guadagno, si sia fatta “rubare” quel bacino da tutto il cosmo di nuove compagnie aeree che sono nate nel corso degli anni, ma soprattutto che non abbia saputo creare quella reale fidelizzazione nei suoi stessi mercati di riferimento.

Cagliari è l’emblema del “fallimento” delle scelte che a mio avviso potevano esser fatte diversamente, scelte che potevano esser fatte molti anni fa e che forse avrebbero cambiato il destino di questi dipendenti e delle loro famiglie, una città con un bacino di passeggeri di circa 500 mila persone, lasciato in mano alle low cost ben prima che nascessero le basi Ryanair, un aeroporto visto come forse il resto della Sardegna come un frutto da spremere in estate e lasciare durante l’inverno. Un bacino che “è sempre meglio la continuità territoriale”, questa frase è forse il sunto di questi ultimi anni in Sardegna per la compagnia. E’ vero che in estate compaiono voli nuovi come il Mosca, il Kiev, il Trieste, ma sono sempre e soltanto voli che rientrano nell’ottica dello sfruttamento del periodo che va da luglio ad agosto, inizio settembre per il restante sono state solo quelle ricevute in monopolio o duopolio dalla Regione.

Anche questa volta, a pagare il prezzo più alto sono i dipendenti storici di Meridiana, i dipendenti che l’hanno fatta crescere e che hanno accettato tutto. Dalla fusione con Eurofly sino all’acquisizione di Air Italy. Quest’ultima piombata dall’alto, senza nessuna logica di mercato, senza nessuna strategia di fusione, ma messa là a prendere i voli che prima faceva Meridiana.
Certamente, la società è libera di fare le sue scelte, ma queste scelte devono essere a FAVORE dell’azienda che acquisisce e mai si è assistito che la compagnia acquisita si mangiasse quella più forte e quella più importante. Ma alla fine, queste parole, che parole sono e parole rimangono purtroppo, non possono che essere un modo di esser vicini a queste persone che hanno dato tutto e ora si ritrovano alla porta (probabilmente con del filo spinato) e con una presentazione di un piano industriale che poco ha di piano e poco ha di industriale, che è soltanto un’altro modo per dire a queste 1500 persone “siete licenziate”.

Launnamed Sardegna come penso che sia, è accanto ai lavoratori meridiana, ma è accanto a loro, soprattutto nell’attesa di uno sviluppo REALE di questo microcosmo che è la compagnia aerea nella sua terra. Nell’attesa che Meridiana, ritorni Alisarda, compagnia dei sardi, per i sardi, con i sardi. Una compagnia che si sviluppa per la Sardegna senza avere solo voglia di spremerla d’estate, insomma vogliamo di nuovo la vera Alisarda, quella nata con la Costa Smeralda, quella che ha aiutato a far nascere un vero turismo nell’isola.