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A volte mi soffermo a farmi questa domanda,  quando invito i miei amici studenti o lavoratori (naturalmente part time o a progetto o a tempo determinato) per poi rendermi conto che sia in aereo, che in nave dovrebbero spendere quanto due o tre mesi d’affitto.
Poi leggo la nuova Continuità Territoriale e mi soffermo a pensare, perché io dovrei pagare il biglietto aereo ai miei amici e non riesco a trovare una motivazione valida. Anche perché in quell’aereo pagato da me e dai miei conregionali ci saranno milanesi senza problemi di soldi che vanno negli alberghi della Costa Smeralda da non meno di 5*, persone che vanno in case pagate 3.000€ per una settimana (Naturalmente in nero) e mi girano le pa**e.
Occupandomi di aviazione, leggo ogni giorno nuove rotte verso Palma Di Maiorca, Ibiza etc dalla Germania, Inghilterra, Francia, Olanda e altri paesi europei e non, mentre in Sardegna dobbiamo finanziare attraverso il co-marketing qualche rotta, sperando infine che venga mantenuta in inverno o addirittura che la ripresentino l’anno successivo.
Il mercato è qualcosa di incomprensibile, ma a volte assolutamente capace di rendere visibile e chiaro come la nostra Isola non sia turistica ne appetibile; ma in Regione son arrivati alla soluzione che per sviluppare il turismo è necessario ed indispensabile usare i soldi dei sardi per pagare un biglietto aereo.
Avete mai sentito un albergo che paga metà del soggiorno ai turisti per farli soggiornare nelle proprie stanze? Io mai, anzi se conoscete qualche posto del genere la mia mail è sul blog.

Di conseguenza, siamo così inetti e così mal organizzati che la nostra unica speranza è quella di co finanziare il soggiorno ai turisti, sperando che questi facciano girare l’economia, che poi se questi andranno in qualche villaggio turistico, chiusi da 4 mura e che quel villaggio sia gestito da un continentale o uno straniero e che il personale sia straniero non importa, l’importante è fare numeri, anche se poi i soldi spesi risultano quelli regionali e non quelli del turista.

Poi penso alle compagnie aeree, mi chiedo come possano accettare una continuità del genere, obbligati ad operare in un mercato falsato sia dalle low cost, sia dalla regione che finanzia senza nessuna programmazione reale.

Ma d’altronde, siamo in Sardegna dove conta più uno slogan per uno stadio, che uno slogan turistico, dove i negozi aprono la mattina quando ci sono 40°, dove i ristoranti chiudono durante ferragosto e la città piena di turisti, dove una bottiglia d’acqua da mezzo litro ti costa 2€, dove un albergo a 3* ti costa cento euro a giorno, dove una cena in un ristorante ti costa più di cento euro, dove sembra che un turista sia accettato ma a malavoglia, bhe scusate ma ora organizzo con i miei amici continentali un viaggio in Spagna.

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Cagliaritano di nascita, ha vissuto per anni facendo la spola fra L'Aquila, Roma e Cagliari. Studiando Cinema e poi Turismo, appassionato sin da piccolo di aerei per colpa del sentiero di discesa della 32 di Cagliari che passava proprio davanti a casa sua. La sua passione per l'aviazione è bilanciata dalla sua paura per gli aerei, difatti pur amandoli non esita a dire "Ogni volta che salgo su un aereo ho una fifa nera del decollo". Dopo aver aperto "Cagliari In Volo" che poi è diventato "Sardegna In Volo" si è successivamente occupato dell'apertura di "Sicilia In Volo" e del forum "Aviazione Italiana".