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Mi sono chiesto in questi giorni, quanto sia la colpa delle compagnie aeree e quanto sia colpa della Regione del problema della mancanza dei voli durante le feste.
Scorrendo la storia di quest’anno, si è assistito ad una farsa messa in atto dalla Regione e alla sua decisione di creare una continuità territoriale con tariffa unica ed un bando andato deserto con relativa proroga di una vecchia continuità ormai obsoleta e impraticabile.

Le compagnie aeree, ormai si possono definire “in crisi” e non è possibile costringerle ad operare annualmente voli in perdita. E non è nemmeno giusto che sia la Regione stessa promettendo di pagare i voli con la tariffa unica a farsi carico delle spese per passeggeri non sardi.

Di conseguenza, questa situazione è figlia non delle compagnie aeree, non della crisi e nemmeno dell’assenza di passeggeri, ma bensì figlia della stessa continuità aerea, che sì impone un’aumento di voli durante il periodo di festa, ma allo stesso tempo non crea una “paura” di perdere passeggeri se non li fidelizza. L’assenza di una vera concorrenza, propria o impropria con altre compagnie, low cost o meno nei principali aeroporti ha creato una sudditanza non più sopportabile.
La costrizione da parte della Regione a far operare voli in perdita con aerei troppo grandi, ha reso le compagnie attualmente operanti in Continuità ad una paura di andare in perdita che preferiscono non rischiare e quindi rendere disagio, tanto alla fine, saranno loro ad avere in mano le future Continuità.
Se l’attuale bando, avesse dalla sua la possibilità di diminuire o aumentare anche la capienza degli aeromobili, Alitalia così come Meridiana avrebbero potuto nel caso utilizzare aerei relativamente più piccoli, contenere le spese ed aumentare le frequenze, riducendo la possibilità loro di viaggiare in perdita. Cosa che attualmente è vista come più importante rispetto ad una tariffa unica che sinceramente non vedrebbero di buon’occhio nemmeno nella indipendente Corsica.

La visione ormai obsoleta del mercato è stato il fallimento della Regione, l’esser testardi a proteggere un mercato che non dovrebbe esser protetto ma innaffiato per svilupparsi e non mantenuto. Le compagnie non sono ricche, ne hanno voglia (giustamente) di andare in perdita per la Sardegna soprattutto in inverno.
Permettere quindi di modulare le frequenze e la capienza degli aeromobili a seconda della domanda com’è naturale e competitivo è il modo migliore per portare avanti una strategia con le attuali compagnie, perchè costringere a forzare le cose non ha che portato un inasprimento della situazione e a caos, che ha danneggiato solo e soltanto i sardi.

Che il 2013 ci porti qualcosa di diverso, che la solita soluzione “Non sappiamo cosa fare, allora paghiamo noi“.