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Alisarda nasce il 28 Marzo 1963, l’anno prossimo compirà 50 anni e chissà se avrà il coraggio di dire quello che vuole fare da grande.
Già, ancora dopo tanti anni di studio, lavoro a Progetto (Continuità Territoriale), di esperienze fuori dalla sua città d’origine (Milano, Roma, Verona, Firenze) si deciderà se avere una base fissa e partire da quella per fare fortuna.
Dice che ha trovato difficoltà, quando voleva lavorare e trovava “figli di papà” che gli rubavano i clienti, ma non ha studiato, eppure ha avuto ben 40 anni per imparare, non ci sono scuse in questo. Dice che ora tutto costa troppo, ma ha avuto 40 anni per mettersi al ripario da speculazioni e problemi, dice che ha bisogno d’avere più tempo a disposizione per mettersi al riparo dalle banche, ma per papà la pazienza sta finendo.
Ed ora si trova con i piedi per terra e gli amici che gli girano le spalle. I dipendenti della sua azienda chiedono che bisogna fare per lavorare e se verrà risolta la situazione prima che sia troppo tardi.

Sembra la storia del classico uomo che non vuole crescere, ma è la storia di Alisarda, Alias Meridiana, Alias Meridiana-Eurofly, Alias Meridiana-AirItaly, Alias Meridiana Fly. Di una società che dovrebbe esser la fonte di passeggeri, di lavoro e di orgoglio per la Sardegna ed i Sardi, ma che si sta rivelando un peso per il Principe Aga Khan e per la Sardegna intera, dipendenti inclusi.
Parlo di un peso, non certo perché odio la compagnia, ma perché attualmente ha 610 dipendenti in cig e vuole aggiungerci altri 650. Mette a terra altri 10 aerei  fra i più nuovi e mantiene i vetusti MD80.
Di certo la sicurezza aerea si mantiene alta o altissima ma quella che ne viene irrimediabilmente compromessa è l’immagine di una compagnia che invece che andare avanti e rinnovarsi, torna indietro e non produce. L’ultima “scusa” prodotta dalla compagnia è la concorrenza sleale da parte delle compagnie low cost, se da una parte è vero, dall’altra è la classica scusa de “il cane mi ha mangiato i compiti”, perché se è plausibile al di fuori dai confini regionali, è colpa della stessa azienda che dentro il suo mercato di riferimento, il mercato dove è nata, perde e non guadagna. E non è certamente tagliando voli dal primo aeroporto della Sardegna (Firenze e Palermo cancellate e tutte le altre ridotte) che si ha un riscontro positivo nel mercato o nella base di riferimento.

Di certo c’è, che la gente inizia a vedere nero e non è certamente possibile basarsi solo e soltanto sulla debole luce di un possibile interessamento di Qatar per continuare ad andare avanti.
Vogliamo crescere assieme, oppure morire assieme? Perché cara Meridiana, se muori tu, muore anche di seguito tutta la Sardegna, ma è un rischio calcolato, di finanziamenti la Regione te li ha già dati, fra cui la Continuità Territoriale cucita addosso. Quindi, parla o taci per sempre, ma poi farai tu il conteggio dei caduti per mano tua, perché qua iniziamo a stufarci.

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Cagliaritano di nascita, ha vissuto per anni facendo la spola fra L'Aquila, Roma e Cagliari. Studiando Cinema e poi Turismo, appassionato sin da piccolo di aerei per colpa del sentiero di discesa della 32 di Cagliari che passava proprio davanti a casa sua. La sua passione per l'aviazione è bilanciata dalla sua paura per gli aerei, difatti pur amandoli non esita a dire "Ogni volta che salgo su un aereo ho una fifa nera del decollo". Dopo aver aperto "Cagliari In Volo" che poi è diventato "Sardegna In Volo" si è successivamente occupato dell'apertura di "Sicilia In Volo" e del forum "Aviazione Italiana".