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Ecco qua, siamo allo scontro fisico.

Dopo aver passato quasi due anni a vedere come l’attuale Giunta Regionale abbia non fatto niente per la Continuità territoriale, l’Onorevole Mauro Pili passa al contrattacco.
L’Onorevole, attacca la giunta guidata dal partito opposto al suo. Ehm, scusate. Riformulo.
L’Onorevole, attacca la giunta guidata dal suo collega di partito Ugo Cappellacci, invocando lo sviluppo low cost e facendosi largo attraverso lo stesso gruppo che indicava come necessario mettere in tutti gli scali un monopolio con la continuità territoriale.

Qualcosa di sbagliato nella frase precedente? Lasciamo perdere i blocchi e le contestazioni e parliamo più seriamente dei FATTI, senza proclami o populismo becero.
Allora prendiamo per certo, che qua non potremo e ribadisco NON potremo mai più liberarci dei monopoli su Linate e Fiumicino. Prima di tutto perchè su Linate gli slot attualmente son contingentati e nessuna compagnia SANA di mente in inverno, sprecherebbe slot per operare un Olbia-Linate o un Alghero-Linate. Soprattutto piu’ volte al giorno, questo dobbiamo mettercelo in testa.
In secondo luogo, queste rotte, soprattutto quelle che riguardano Olbia/Alghero verso Roma e Milano Linate son rotte che ormai non hanno che la necessità di un foraggiamento dalla Regione per esser mantenute in attivo o comunque per coprire realmente i costi delle tratte più il normale e necessario attivo a favore della compagnia che lo opera.
La REALTA’ è questa e nessuno la potrà cambiare. Soprattutto se si parla con cognizione di causa sul fattore turismo extra stagionale, dove in Sardegna questo viene fronteggiato da parte degli stessi albergatori che appena finisce la stagione son belli che stanchi e decidono di chiudere baracca e trasferirsi magari in altri lidi.
La tariffa unica, potrebbe funzionare SOLO ed esclusivamente se tanti (troppi forse) fattori fossero  a loro posto, fra cui la volontà degli stessi albergatori e/o imprenditori turistici di fare appunto turismo fuori stagione, ma non mi risulta che attualmente ne l’assessore al turismo, ne il presidente della regione abbia organizzato uno stato generale per parlare di questo. O sbaglio?
In secondo luogo,per creare un vero turismo extra stagionale non basta una “tariffa” unica, bisogna avvicinare quei mercati che stanno nel nord europa, che son appunto più propensi a “svernare” in paesi mediterranei e di sicuro gli italiani non sono di questo avviso.
A Palma di Maiorca questo hanno fatto, come pure in Spagna in generale oppure nella “lontana” Turchia. Hanno capito quali sono i mercati su cui puntare e hanno cercato di tenere aperti gli alberghi, hanno sviluppato turismo attraverso una serie di professionalità dedicate appunto a questo mercato. E soprattutto hanno creato soldi e lavoro, cosa che in Sardegna purtroppo manca.

Quindi a chi potrebbe servire venire in una regione, in cui d’Inverno gli alberghi sono chiusi, i locali pure e i ristoranti non tengono fra poco aperto nemmeno a pranzo?
Le basi tanto odiate di Ryanair, attualmente son pagate dai soldi dati agli aeroporti dalla Regione, ma oltre a portare quei pochi turisti che ancora tentano l’avventura in Sardegna, servono soprattutto a far muovere quei sardi che per un motivo o per un altro son dovuti emigrare e permettono lo spostamento fuori dai legami della stessa continuità territoriale.

Pure se a volte può sembrare ingiusto o peggio, queste basi hanno permesso di far spostare persone, come pure hanno fatto Meridiana ed Alitalia, ma sempre in maniera completamente diverse l’una fra l’altra.
Diversa, perchè se la Continuità Territoriale serve a far spostare i sardi e raramente i continentali o turisti fra due scali, le low cost si basano su entrambi i mercati, quello dei sardi ma anche quello dei turisti che possono arrivare senza dover pagare cifre folli.
Sono complementari, se le compagnie come Alitalia e Meridiana si trovano negli aeroporti principali, le low cost si trovano in quelli secondari normalmente più lontani dai centri abitati o principali e quindi relativamente più difficili da raggiungere. Il problema è stato e sempre lo sarà che attualmente la presenza delle low cost, ha portato un deflusso del traffico dagli scali principali a quelli secondari, non per scelta degli stessi passeggeri, ma per le stesse classi tariffarie delle compagnie tradizionali che negli ultimi anni hanno creato una barriera (giusta o no) di prezzi non certo per tutte le tasche.

Quindi per concludere, non è certamente andando contro le compagnie o bloccando gli aeroporti che si crea traffico e soprattutto turismo. Tutto questo lo si crea con l’organizzazione, il dialogo e la mediazione attraverso tutte le categorie che di turismo appunto vivono, che possono essere Low Cost, Compagnie tradizionali, albergatori o semplici cittadini.

 

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Cagliaritano di nascita, ha vissuto per anni facendo la spola fra L'Aquila, Roma e Cagliari. Studiando Cinema e poi Turismo, appassionato sin da piccolo di aerei per colpa del sentiero di discesa della 32 di Cagliari che passava proprio davanti a casa sua. La sua passione per l'aviazione è bilanciata dalla sua paura per gli aerei, difatti pur amandoli non esita a dire "Ogni volta che salgo su un aereo ho una fifa nera del decollo". Dopo aver aperto "Cagliari In Volo" che poi è diventato "Sardegna In Volo" si è successivamente occupato dell'apertura di "Sicilia In Volo" e del forum "Aviazione Italiana".