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A meno di 17 giorni dall’inizio dell’orario invernale, si è fatto insostenibile il “silenzio” assordante da parte dell’amministrazione regionale nei confronti del servizio pubblico di Continuità Territoriale.
In una regione dove c’è necessità di viaggi in aereo per raggiungere nel breve periodo i luoghi di lavoro e/o i luoghi sanitari, in Regione ormai non sanno più che dire e che fare. Le compagnie aeree Alitalia e Meridiana giustamente si son rese conto che l’attuale sistema è fallito, non ha più modo di esistere ne adesso ne mai, soprattutto senza un contributo stabile da parte della Regione stessa in termini monetari.
Ma in un periodo di “vacche magre” e di tagli in ogni punto ed ordine di bilancio, giustificare milioni e milioni di euro per delle uniche rotte è difficile sia da spiegare che da realizzare in tempo per salvare la stagione invernale ormai alle porte.

Purtroppo, esistono le low cost e queste ribadisco purtroppo hanno una maggiore attrattività nei confronti sia degli studenti fuori sede, sia nei confronti di chi viaggia per puro piacere. Facciamo un esempio, se io fossi uno studente che abita in quel di Milano e ho già la possibilità di sapere che il 18 Dicembre sono in vacanza posso tornare a Cagliari con soli 60€ con Ryanair bagaglio incluso senza con 34€ . Meridiana invece parte da 88€ in Continuità Territoriale, ma con la possibilità di cambio, di rimborso ecc, cosa che Ryanair non permette.

Quindi è naturale che buona parte di quella fetta di passeggeri che prima per tornare in Sardegna usava Meridiana, ora utilizza Ryanair o Easyjet. Ma è la semplice reazione di mercato e non di concorrenza sleale, perchè in fin dei conti Meridiana (come così Alitalia) ha dalla sua parte la vicinanza alla città, la possibilità di cambiare volo ecc.. Cose che in questo momento di crisi è importante.

Ritornando al problema della Regione è che la vicenda dei voli cancellati, scompaia dai giornali in fretta come scompare in fretta una buona notizia dalle prima pagine. E’ visto che questo problema riguarda più la popolazione che gli stessi politici risulti una cosa altrettanto grave, perchè se è vero che un cittadino da domani non potrà raggiungere Milano se non via Roma, pagando il doppio, ad un politico questo poco importa, basta infatti il solo stipendio di uno di loro per far volare 10 volte un singolo cittadino.

Ma perchè bisogna arrivare a tanto? Non sarà mica che bisogna arrivare all’isolamento per arrivare alla fine e salvare il tutto? E’ una mossa elettorale? E’ un tentativo disperato di far cosa?
Qua gli unici che ci rimettono sono i viaggiatori e la stessa economia sarda è davvero il caso di stare zitti anche solo un giorno? E’ normale che i giornali non parlino ? E’ normale che l’assessorato ai trasporti stia zitto e non parli?
Discutere con le compagnie va bene, ma forse dopo le ultime dichiarazioni delle compagnie e la minaccia di eliminare le rotte da/per Milano è il caso forse, di farlo alla luce del sole per rendere conto anche ai cittadini del danno che si sta compiendo.

 

 

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Cagliaritano di nascita, ha vissuto per anni facendo la spola fra L'Aquila, Roma e Cagliari. Studiando Cinema e poi Turismo, appassionato sin da piccolo di aerei per colpa del sentiero di discesa della 32 di Cagliari che passava proprio davanti a casa sua. La sua passione per l'aviazione è bilanciata dalla sua paura per gli aerei, difatti pur amandoli non esita a dire "Ogni volta che salgo su un aereo ho una fifa nera del decollo". Dopo aver aperto "Cagliari In Volo" che poi è diventato "Sardegna In Volo" si è successivamente occupato dell'apertura di "Sicilia In Volo" e del forum "Aviazione Italiana".