SHARE

 

Dopo aver letto l’articolo dell’Unione Sarda intitolato “Addio Continuità, i timori delle Agenzie” in cui viene analizzato (?) come se ci sarebbero le low cost, le agenzie non potrebbero vivere (!), mi son deciso a scrivere un post, su quello che succederebbe realmente se un domani non ci fosse più il regime di proroga sulla Continuità territoriale.
Elenchiamo e spieghiamo:

  • Ogni compagnie che attualmente opera in CT deve rispettare una serie di specifiche, fra cui la partenza la mattina presto ed il ritorno la sera tardi (in linea generale), questo è stato deciso non solo per motivi di possibile lavoro, o sanitari ma per permettere ai passeggeri di usufruire delle “ondate” (si chiamano ondate il susseguirsi di voli dagli HUB verso altre destinazioni che partono normalmente dalle 8 alle 10 uno di seguito all’altro), dando così la possibilità di restare il minor tempo in aeroporto.
  • L’Interline, come ho già spiegato qui nel prontuario, è un sistema utilizzato fra compagnie che permette l’acquisto di un unico biglietto per più compagnie permettendo anche di spedire il bagaglio per esempio da Cagliari e ritirarlo a New York. Magari utilizzando diverse compagnie (Ma questo non significa che l’Interline assicura ciò).
  • Il bagaglio gratis è alla base della CT, uno dei fattori che rende più costosa la Low Cost. Invece chi si assicura il regime di servizio deve assicurare il trasporto in stiva di un bagaglio senza costi aggiunti.
  • Cambio volo e cancellazione gratuita.
  • Call center dedicato (ma non viene specificato se gratuito o meno)

Questi sono alcuni dei fattori principali per cui la Sardegna ha necessità di Continuità Territoriale, ma non di meno bisogna ricordare come l’esistenza stessa di questo sistema, non è giustificabile trasportato in altri aeroporti.
Mi spiego, come si vede dal prospetto in alto, la CT così come realizzata ha un senso e si rispecchia soprattutto nei voli da/per Milano Linate e Roma Fiumicino, dove appunto il sardo è “costretto” a passare per raggiungere terze destinazioni.
Spostando la Continuità Territoriale al di fuori di questi due scali, si crea ancora di più uno scompenso, sia soprattutto per le compagnie aeree (Vedi Meridiana che per problemi deve cancellare frequenze) sia per i passeggeri, sia per il turismo. Nell’elenco di seguito spiego le negatività riscontrate nell’aver “trasportato” la CT negli scali secondari.

  • Partenza la mattina e ritorno la notte : Il che potrebbe essere un pro, ma da tutto questo viene esclusa la possibilità per chi invece deve partire dagli scali in continente (come per lavoro o turismo) perchè è costretta a partire la notte tardi e ripartire la mattina alle 6 e mezza o poco più tardi. Non sono propriamente orari ne business ne turistici per i continentali, quindi comporta uno spostamento di questi passeggeri verso altri scali e magari un uso delle low cost.
  • Blocco degli aeroporti, a differenza degli scali principali dove magari vi sono una o più compagnie che operano durante il corso della giornata, nella CT secondaria, ha comportato ad un isolamento degli scali serviti attraverso un monopolio totale da parte della Regione che ha dato ad uso esclusivo le rotte.
  • Nessun motivo di richiedere l’Interline , Torino o Bologna per esempio non sono HUB ne scali di enorme frequenza aeree che possono giustificare la richiesta di un interline
  • La mancanza di concorrenza e/o di liberalizzazione ha comportato un aumento non giustificabile per chi la continuità territoriale non può usufruirne.

Come vediamo è giusto e corretto avere una Continuità Territoriale per gli scali di Roma Fiumicino e Milano Linate mentre è praticamente a zero il livello di “giustificazione” della Continuità Territoriale secondaria (Anche l’Unione Europea nei suoi rilevamenti sul bando precedente ha notato questa discrepanza, accettando il bando ma limitandolo ad una unica attuazione).
La stessa eliminazione del blocco degli scali secondari di Bergamo e Malpensa dell’area milanese e Ciampino per quella romana, hanno un senso e giustificazione proprio per quanto riguarda i “benefici” che la CT offre al sardo, perchè essendo secondari sono point to point, cioè a verso b e sono complementari agli scali primari che invece hanno un importanza maggiore. Di conseguenza sempre la UE ha deliberato la NON possibile attuazione del regime di servizio in questi scali.
Spero d’aver spiegato in maniera semplice (mi auguro), il motivo per cui è importante avere una continuità negli scali di Roma Fiumicino e Milano Linate.

SHARE
Previous articleAlghero – Dortmund a Marzo 2013 da Ryanair
Next articleCagliari viene votata e vince un volo per Oslo
Cagliaritano di nascita, ha vissuto per anni facendo la spola fra L'Aquila, Roma e Cagliari. Studiando Cinema e poi Turismo, appassionato sin da piccolo di aerei per colpa del sentiero di discesa della 32 di Cagliari che passava proprio davanti a casa sua. La sua passione per l'aviazione è bilanciata dalla sua paura per gli aerei, difatti pur amandoli non esita a dire "Ogni volta che salgo su un aereo ho una fifa nera del decollo". Dopo aver aperto "Cagliari In Volo" che poi è diventato "Sardegna In Volo" si è successivamente occupato dell'apertura di "Sicilia In Volo" e del forum "Aviazione Italiana".