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Torniamo a parlare di Meridiana, con il precedente articolo qualcuno ha detto che era contro-meridiana e pro-Ryanair. Da una parte è vero, in fondo quell’articolo riguardava un certo comportamento di Meridiana che attualmente non riesco a digerire o a sopportare.
In verità, io sono affezionato a Meridiana, come penso lo siano tutti i sardi non per altro perchè fa parte in ogni caso della storia della Sardegna, indipendentemente da come sono andate le cose e da come si sta comportando la compagnia in questi ultimi anni.
Il comportamento di cui non riesco a darmi una spiegazione è il semplice fatto che in tutti questi anni , la compagnia dell’Aga Khan è stata l’unica in tutto il panorama italiano a non aver avuto una sua evoluzione o semplicemente nel non aver accettato d’esser una compagnia che poteva rappresentare la Regione in cui è nata nel mondo.
Si è infatti creata un bozzolo in cui è protetta attraverso la sua “sardità”, utilizzando la continuità territoriale in cui è rimasta praticamente invariata da 10 anni a questa parte.  Si sono susseguite tanti amministratori delegati, consigli d’amministrazioni, acquisti di compagnie già indebitate e alla fine un matrimonio di cui non si è capito ancora realmente a chi o a cosa serviva con Air Italy.
In un mercato come quello sardo, in cui d’estate bastava veramente poco per realizzare un collegamento proficuo, la compagnia sarda, non ha realmente mai messo mano se non nell’aeroporto in cui ha la base, ma anche là sempre con poca convinzione e con poca concretezza. Ma gli scenari aerei, in questi ultimi anni sono cambiati, oltre alle stesse esigenze del passeggero che si sono scontrate contro un immobilismo della compagnia che ha creato un “mostro”, mettendo a luce tutti i difetti acquisiti in questi ultimi anni e dimostrando l’importanza di un cambio di passo che la compagnia sarda non riesce ancora a fare.
La stessa presenza di Ryanair non è certamente una conseguenza dei finanziamenti co-marketing dati dagli aeroporti, ma è una conseguenza della “mancanza” di una vera e propria opera di fidelizzazione e sicurezza che una compagnia come Meridiana doveva dare agli aeroporti isolani, proprio per il semplice fatto che lo status di ex Alisarda poteva e doveva dare.
Una compagnia che non è mai riuscita ad entrare in una “santa” alleanza mondiale, ma allo stesso tempo si comporta come una compagnia major non ha un suo posto dove vivere, sia nel momento stesso in cui si ritrova ormai tutti gli spazi occupati, sia perchè il suo sistema di lavoro interno risulta falsato da uno scenario difficilmente sopportabile.
Non è certamente andando all’attacco delle altre compagnie nei tribunali che Meridiana ha la possibilità di risollevarsi, perchè Ryanair, come Easyjet o altre low cost hanno ormai un posto nel mercato italiano, oltre che regionale che se intaccato attraverso tribunali e non attraverso una fidelizzazione sana e reale rischia di danneggiare più la stessa compagnia che ha fatto la denuncia piuttosto che la compagnia “condannata”.  Soprattutto se la prima non riesce a dare un minimo di sicurezza e di competitività, dimostrando al mercato e agli stessi passeggeri d’esser una reale alternativa alle low cost.
Questa “alternativa” non dev’essere per forza , prezzi bassissimi o comunque vicina alle low cost, ma esser un alternativa che CREDE nel mercato e nell’aeroporto che si vuole insediare. Non può chiedere di mandare via una compagnia che opera 10 tratte internazionali, quando lei stessa di rotte internazionali ne opera una e quello è stato il massimo proposto. Non può chiedere fiducia, se lei stessa non ha fiducia nel mercato in cui si vuole inserire e soprattutto capire che anche il chiedere ed operare in esclusiva rotte in Continuità Territoriale è paragonabile se non peggio ad una rotta finanziata su cui attualmente opera Ryanair o Easyjet.
Penso che tutta la Sardegna, aspetti Meridiana al varco, per capire se è ancora una compagnia sarda, oppure una compagnia che utilizza la Sardegna come galleggiante nei momenti di magra. Perchè attualmente è quello che sembra stia facendo, operare le rotte in Continuità Territoriale, per poi non sviluppare niente di diverso è questo e non certo amore per i sardi. Se invece il suo modo di vedere la Sardegna è questo, penso che sia nel pensiero di tutti, mettendosi la mano sul cuore per i lavoratori che è meglio che si occupi di altro e di lasciare la Sardegna ad una compagnia che magari abbia il coraggio di fare qualcosa di diverso che non siano collegamenti nazionali in monopolio.

Sardegna In Volo

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Cagliaritano di nascita, ha vissuto per anni facendo la spola fra L'Aquila, Roma e Cagliari. Studiando Cinema e poi Turismo, appassionato sin da piccolo di aerei per colpa del sentiero di discesa della 32 di Cagliari che passava proprio davanti a casa sua. La sua passione per l'aviazione è bilanciata dalla sua paura per gli aerei, difatti pur amandoli non esita a dire "Ogni volta che salgo su un aereo ho una fifa nera del decollo". Dopo aver aperto "Cagliari In Volo" che poi è diventato "Sardegna In Volo" si è successivamente occupato dell'apertura di "Sicilia In Volo" e del forum "Aviazione Italiana".