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Oggi sull’unione sarda è uscito un articolo “approfondimento” sulle tariffe che applicano le compagnie aeree per la Sardegna. Trovate qua l’articolo.

Premessa, l’Unione Sarda è schierata a favore delle decisioni della Giunta Regionale essendo esso un giornale dello schieramento politico dell’attuale giunta regionale.
Premessa x 2, L’Unione Sarda è contraria a quanto pare ad ogni compagnia low cost.

Ora analizziamo quello che scrivono :

” AEREI Esattamente come gli ultimi anni, i biglietti aerei hanno un prezzo fisso solo per chi ha la residenza in Sardegna. Meridiana applica l’agevolazione anche a chi è nato nell’Isola. Per gli altri passeggeri continua a valere la legge del far west.”

Diciamo subito, che la continuità territoriale è nata per favorire il trasporto dei residenti i un luogo difficilmente raggiungibile e permettere a questi di raggiungere la capitale dello stato o le città importanti in casi d’emergenza o di lavoro e non per permettere ai nati nel luogo d’origine per andare a fare le vacanze. Infatti si chiama continuità territoriale e non Continuità Nativa. Tralasciamo poi il fatto che gli altri passeggeri sono turisti e che l’esistenza stessa di prezzi alti non è dovuta al far west della libertà ma bensì dal far west del monopolio che Meridiana ed Alitalia hanno sulle rotte principali.

“Se però fosse entrata in vigore la tariffa unica, cioè uguale per tutti i passeggeri a prescindere dal luogo di residenza, il biglietto di andata e ritorno costerebbe 132 euro. Rispetto alla tariffa piena, quindi, un turista spenderebbe ben 444 euro in meno.”

La Tariffa Unica è una scelta dettata più dalla logica politica e propagandistica che dalla vera esigenza del turista o del passeggero sardo, prima di tutto perchè crei una situazione monopolistica e quindi di protezione e finanziamento ad un unica compagnia sulle rotte (Quello di cui ci si lamenta sempre per via dei disagi creati), in secondo luogo perchè l’esistenza di una tariffa unica pagata dai sardi, è uno smacco a quella cosa chiamata sardismo o semplicemente buon senso. Difatti è vero che si potrebbe aumentare il turismo, ma sarebbe a discapito dei soldi dei sardi, regalando in pratica biglietti a prezzo vantaggioso al milanese che magari andrà a stare in un villaggio di proprietà Milanese o Romana e non usciranno a spendere neanche un euro al di fuori dei confini di quel luogo. Di conseguenza il rischio di ricaduta 0 è molto alta.

Venire in Sardegna dall’estero, con una compagnia low cost, ha un prezzo simile alle altre mete europee, anche se gli esperti del settore sottolineano come le ricadute sul territorio siano molto poche: un turista low cost spende in media di meno nella città in cui arriva e le compagnia, come capita per Ryanair, non pagano nemmeno un euro di tasse in Italia (anzi ricevono i contributi pubblici come co-marketing dalle società aeroportuali). Il problema riguarda il turista italiano che se deve scegliere tra spendere 500 euro a testa per venire nell’Isola o 50 euro per la Spagna (così costa un volo internazionale andata e ritorno da Fiumicino per Palma di Maiorca il 13 luglio con Ryanair), non ha molti dubbi.

Questo passaggio è molto importante, prima di tutto perchè chiama in causa esperti di settore che sottolineano come le ricadute del settore low cost siano molto basse. (Lo vediamo tutti come nei locali per esempio cagliaritani il 99,99% dei clienti siano solo italiani e i turisti rimangono chiusi in stanza e non spendano neanche un euro in giro), in secondo luogo parlano di tasse che non vengono pagate in Italia, quando la compagnia che citano poco più sopra ha come proprietario un fondo di un principe ismaelita. Coerenza. Certo pagheranno le tasse in Italia, ma la minoranza di quello che dovrebbe pagare se il principe avesse la residenza in Sardegna. Cosa che non mi risulta.
Torniamo però a quello che scrivono, i famosi esperti però che loro citano, ricordano però che gli studi riguardano le mete già servite da compagnie tradizionali e con collegamenti diretti con queste città. Mi spiego meglio , se a Verona la tratta , Verona – Londra è servita da British Airways e da Easyjet con Ryanair è naturale che questo mercato si divida in Ryanair ed Easyjet il turista medio/basso con un budget di spesa minore rispetto ad un utenze business che usa invece la compagnia principale inglese a tariffe più alte.
In Sardegna invece il 90% dei collegamenti internazionali sono operati non da compagnie principali ma dalle low cost e che quindi l’utente business è COSTRETTO ad utilizzare queste se ha intenzione di arrivare nella nostra isola e non è quindi possibile fare il calcolo Utente Ryanair = Utente povero, proprio per la mancanza di scelta che il turista non ha quando vuole venire nella nostra isola.

Per questo in molti sono a favore della tariffa unica che invoglia i turisti a venire in Sardegna. Le compagnie aeree, però, non sono d’accordo perché perderebbero una buona fetta di guadagno, nonostante la Regione abbia messo a disposizione 57,5 milioni di euro.

Se è vero che in molti sono favorevoli alla tariffa unica, è anche vero che le compagnie aeree non sono d’accordo. Ma a mio vedere giustamente le compagnie non accetteranno MAI e poi MAI e lo si è visto, una tariffa unica.
La scelta di eliminare la Sardegna dal mercato ha prodotto uno scompenso di tariffe analizzate proprio dalla stessa giornalista, pensate cosa potrebbe essere dare per tot anni ad un unica compagnie le rotte.
L’esistenza stessa della concorrenza ha permesso e permette ai nostri connazionali pugliesi, come siciliani o piemontesi, di poter arrivare in aeroporto e scegliere la compagnia che più gli aggrada o gli conviene, di poter usufruire di sconti, di offerte, di destinazioni minori o maggiori a seconda della sua necessità.
E permette ai turisti di venire scegliendo con quale compagnia vuole arrivare e magari usufruire di tariffe speciali che molto spesso son inferiori anche alle stesse tariffe proposte con la tariffa unica.
Infine c’è da dire che 57 milioni di euro, regalati ad una compagnia son troppi, soprattutto se queste compagnie non danno una vera sicurezza di ricaduta REALE nel territorio, se infatti sappiamo come le low cost che sì non pagano le tasse in Italia, o hanno altri problemi hanno permesso a Cagliari o ad Alghero d’esser conosciuta veramente oltre i confini nazionali, sappiamo che le compagnie attuali in Italia che potrebbero operare la tariffa unica sono due Alitalia (che non ha mai investito in Sardegna oltre alle rotte da/per Milano e Roma, ad esclusione dei voli PAGATI da Alghero per Bruxelles e Parigi) e Meridiana (che vive di rendita con la Continuità Territoriale). E sono compagnie che hanno sempre sfruttato i difetti dell’insularità negli ultimi anni (Olbia d’inverno è deserta pur essendo la sede della compagnia Meridiana) .

Ora vorrei concludere con una semplice osservazione, le low cost hanno permesso alla Sardegna di conoscere i prezzi bassi, libertà di scelta e soprattutto hanno salvato il turismo l’anno scorso e faranno lo stesso quest’anno. Non perchè portano miliardi di euro, ma perchè permettono di avere una SCELTA, cosa sino a poco tempo fa SCONOSCIUTA ai sardi, obbligati ad andare a Roma o a Milano, con sempre le stesse compagnie Alitalia o Meridiana. E il primo giornale sardo, invece di ricordare come l’isolamento non è frutto solo e soltanto di tariffe alte, ma anche di possibilità di SCELTE di come e con chi muoversi, spalleggia un nuovo monopolio pagato con le tasche dei sardi, cercando in tutti i modi possibili di instaurare un pensiero negativo verso compagnie che anche se contributi di co-marketing hanno fatto muovere volenti o dolenti il turismo in zone prima prive di turismo.

Giuseppe Bassi

Sardegna In Volo

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Cagliaritano di nascita, ha vissuto per anni facendo la spola fra L'Aquila, Roma e Cagliari. Studiando Cinema e poi Turismo, appassionato sin da piccolo di aerei per colpa del sentiero di discesa della 32 di Cagliari che passava proprio davanti a casa sua. La sua passione per l'aviazione è bilanciata dalla sua paura per gli aerei, difatti pur amandoli non esita a dire "Ogni volta che salgo su un aereo ho una fifa nera del decollo". Dopo aver aperto "Cagliari In Volo" che poi è diventato "Sardegna In Volo" si è successivamente occupato dell'apertura di "Sicilia In Volo" e del forum "Aviazione Italiana".