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Ok, il titolo potrebbe far storcere il naso a molti, ma è la verità. Il sistema aereo in Sardegna ormai sta arrivando al collasso facendo buona compagnia a quello navale ormai in crisi da ben due anni.
Certamente in mezzo a tutti i problemi che potrebbe avere un’isola c’è la crisi monetaria, la crisi dei consumi ma di certo in questa situazione le varie “colpe” sono imputabili a tutti i soggetti politici che in questi anni hanno visto come i trasporti qualcosa non su cui puntare per fare “sviluppo”, ma semplicemente per avere una manciata di voti in più e basta.

L’esempio più importante è stato Oristano, dove si è creata una compagnia aerea senza un minimo di competenze ne di programmazione per farsi pubblicità nella vicinanza delle scorse elezioni  provinciali. Difatti dopo una spesa alta ed una figuraccia tutta italiana la compagnia creata affittano aerei ed equipaggi dalla compagnia Denim Air  ha chiuso e successivamente si è decretato il fallimento della società di gestione dell’aeroporto Oristanese.
Questa è stata la “notizia” più importante degli ultimi 2/3 anni in Sardegna, si può dire una rivoluzione aerea. Nel mentre si è creata una cabina di regia, eliminata dopo due incontri e mai più organizzata, gli aeroporti aspettano i fondi dalla Regione e la regione non si fa sentire. Gli aeroporti iscrivono al bilancio soldi non ancora in dote per ritardi regionali e le compagnie scappano.

Sì scappano e assieme a loro scappano i turisti. La verità è che negli ultimi due anni gli aeroporti e assieme gli operatori aerei ed aeroportuali son stati lasciati soli nell’indifferenza del consiglio regionale partendo dal primo all’ultimo consigliere o deputato o senatore. Se si guardano i risultati di questi anni, purtroppo si può dire a buon ragione che si è subito un rallentamento dei risultati avuti da almeno 5 anni da quando cioè in regione si è deciso di puntare sulle low cost a partire dalle due basi Ryanair a Cagliari ed Alghero. Infatti se è pur vero che in questi anni i passeggeri sono aumentati è anche vero che le destinazioni delle due basi ryanair son rimasti quasi del tutto immutati, sia come numero sia come varietà, passando da 21 (2009) a Cagliari a 23 destinazioni nel 2012. E’ palese che qualcosa non ha funzionato, o la base non è andata come si era sperato oppure Ryanair negli ultimi anni ha incontrato resistenze da parte o dell’aeroporto (Dubito) o da parte della regione. Di certo c’è che il clima in Sardegna nei confronti delle low cost è pesante , soprattutto da parte dei dipendenti di Meridiana che puntano il dito contro i finanziamenti dati alle low cost ed in particolare a Ryanair (LINK su Sardegna Oggi), che sì potrebbe essere un discorso giusto, ma non detto da persone che lavorano in una compagnia che controlla buona parte delle rotte italiane in monopolio assoluto.

Abbiamo detto appunto che le compagnie iniziano a scappare, British Airways ha chiuso il collegamento storico per Londra Gatwick da Cagliari, come pure AirBerlin ha eliminato prima Colonia e Stoccarda dal capoluogo, per poi tentare un Dusseldorf non riproposto quest’anno.  Ma non c’è solo Cagliari, Alghero ha subito pesanti tagli, soprattutto da parte della compagnia irlandese, che sentendosi stretta al muro e non ricevendo più i finanziamenti o ricevendoli in maniera minore ha diminuito rotte importanti come il Roma Ciampino, unico volo in concorrenza con Alitalia su Fiumicino. Ma la situazione negativa la si riscontra soprattutto nel periodo invernale, un periodo che dovrebbe essere fortemente appoggiato dalla Regione, sia perchè è un periodo in cui in Sardegna si tenta da anni di creare un turismo diverso, sia perchè proprio per la mancanza cronica di collegamenti , i sardi si trovano ancora più isolati.(Situazione Winter 2012/2013)

Le cose purtroppo non hanno una buona prospettiva, vista la crisi istituzionale e la mancanza di dialogo fra gli operatori turistici e gli assessorati al turismo e ai trasporti; E dove si investe, si investe male oppure si tentano acrobazie che hanno poco a che vedere con uno sviluppo sano del mercato sia turistico che dei trasporti. Primo fra tutti la Saremar, una compagnia sarda che collega solo il nord Sardegna verso il continente e presente appunto solo nel periodo estivo, utile sino ad un certo punto, perchè poi arriva il periodo invernale e si torna punto e a capo con il monopolio di Tirrenia, Moby ecc. Oppure alla realizzazione di una Continuità Territoriale a tariffa unica che agevolava sì il trasporto di turisti facendo pagare lo stesso prezzo di un sardo, ma allo stesso modo quel biglietto lo pagava il sardo stesso, visto che in ogni caso i soldi venivano messi a disposizione non dallo Stato, ma dalla regione Sardegna. Rischiando così di dare la possibilità ad un turista di sì di arrivare ad un prezzo agevolato ma poi di stare in un hotel o in un villaggio turistico il cui proprietario paga le tasse in Lombardia, con un indotto quindi pari quasi a 0.
Questi soldi appunto, parliamo di 58 milioni di euro ANNUI che andrebbero in mano al massimo a due compagnie (le uniche in Italia con i requisiti del bando) Alitalia e Meridiana per operare da Alghero,Cagliari e Milano due sole rotte Milano Linate e Roma Fiumicino. Se invece quei soldi venissero messi a disposizione di tante compagnie per operare rotte che non esistono in Sardegna si arriverebbe certamente ad un incremento maggiore dei 500 mila passeggeri preventivati con questa dotazione.

Il titolo ha quindi un fondamento nella situazione attuale, con una crisi in consiglio regionale che non sembra avere possibilità di risoluzione e un bando per la continuità territoriale da riscrivere e i finanziamenti agli aeroporti al palo dal 2011. E mentre in regione si spende per una compagnia marittima non si fa niente per creare un sistema reale sardo che permetta di far fronte alla crisi economia con l’unica risorsa reale che la nostra regione ha a disposizione senza dover chiedere niente a nessuno, il turismo.
In fondo, a perderci è il popolo, gli imprenditori che del turismo vivono ma allora perchè le voci sono sempre così flebili?

 

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Cagliaritano di nascita, ha vissuto per anni facendo la spola fra L'Aquila, Roma e Cagliari. Studiando Cinema e poi Turismo, appassionato sin da piccolo di aerei per colpa del sentiero di discesa della 32 di Cagliari che passava proprio davanti a casa sua. La sua passione per l'aviazione è bilanciata dalla sua paura per gli aerei, difatti pur amandoli non esita a dire "Ogni volta che salgo su un aereo ho una fifa nera del decollo". Dopo aver aperto "Cagliari In Volo" che poi è diventato "Sardegna In Volo" si è successivamente occupato dell'apertura di "Sicilia In Volo" e del forum "Aviazione Italiana".