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Come ha fatto già notare oggi l’autore dell’articolo de “La Nuova Sardegna” che potete leggere QUA , da quando è stata istituita la Continuità Territoriale il mondo dell’aviazione in Italia è cambiato in maniera pesante e in una visione più liberare, che oltre a fornire al passeggero diverse rotte in più, ha permesso al passeggero di crearsi una fidelizzazione e basarsi su varie tipologie di compagnie. Dal Low Cost alle Major passando per le compagnie regional e quelle charter, permettendo quindi al passeggero non più di doversi servire di un unica compagnia per poter arrivare a destinazione e passare magari da un HUB, ma avendo a disposizione voli diretti che permettessero di fare da A a B nel minor tempo possibile.

In Sardegna è avvenuta la stessa cosa ma in maniera graduale e coprendo solo gli aeroporti minori in questa “gara” che è il mercato libero e concorrenza; difatti se notiamo le differenze sostanziali fra i collegamenti di aeroporti come Bari, Palermo, Napoli, Torino ecc. e quelli sardi troveremo un mercato più vario sia nei collegamenti nazionali ed internazionali negli aeroporti continentali, mentre in quelli sardi avremo una linea di spartizione molto netta fra aeroporto ed aeroporto per le spartizioni delle rotte nazionali ed una predominanza se non assoluta nei collegamenti internazionali per le low cost.

Questa situazione è prettamente derivante dalla Continuità Territoriale e dalla presenza di una compagnia “sarda” all’interno del nostro mercato, creando in pratica una sorta di protezione dei mercati nazionali principali a favore di quest’ultima, se non arrivando ad una spartizione fra questa e l’altra compagnia principale italiana Alitalia. Questa spartizione se pure “indiretta” e giusta nel momento stesso in cui bisogna preservare una sicurezza nei posti di lavoro, non ha più senso d’esistere quando queste compagnie si limitano ad operare le rotte che hanno in monopolio, facendo passare in secondo piano lo sviluppo reale di un aeroporto e del suo territorio.
In estate infatti, quando il mercato Sardegna è decisamente più forte è normale, quanto meno palese, che le compagnie si adoperino per guadagnare e creare rotte per poter portare il turismo incoming, ma le compagnie vengono finanziate attraverso varie forme di marketing , fra cui onestamente includo anche la continuità territoriale, anche e soprattutto per portare turismo in inverno, quando il mercato Sardegna è debole ed è questo che si contesta e si è sempre contestato con la continuità territoriale. Perchè se è vero che questa porta ad una sicurezza che vi siano collegamenti fra la Regione ed il continente, è anche vero che in questo periodo i prezzi non subiscono una diminuzione, bensì un aumento per poter in ogni caso colmare alla diminuzione dei load factor e dei guadagni delle compagnie che sono costrette ad operare per un tot di voli al giorno con una tipologia di aerei fissa.

Difatti, nell’attuale come in quella bocciata, le compagnie aeree sono impegnate ad utilizzare aerei con una capienza minima di 165 posti ca, quindi aerei che vanno dall’Airbus A319/320/321 , MD80 al Boeing 737, che in inverno difficilmente si riempiono e sono decisamente meno utili nei periodi di calma e di bassa frequenza come Novembre, Gennaio e Febbraio in cui invece si potrebbe utilizzare aerei regional dai 100 ai 120 posti, magari poi aumentando delle frequenze a seconda della tipologia di aereo utilizzato.
Un esempio di questo utilizzo è stato fatto un paio d’anni fa sulla Cagliari – Firenze, rotta che normalmente nell’ultimo periodo aveva e ha un basso load factor per via della forte concorrenza che viene a crearsi con il Cagliari –
Pisa della compagnia low-cost Ryanair. Per una stagione estiva infatti, Meridiana (compagnia che ha l’esclusiva della rotta) ha adoperato non il suo solito A319, ma bensì un classico ATR42 portando la rotta a 3 volte al giorno e tarando i prezzi in modo da renderla proficua proprio per la tipologia di aereo ed ecco che avvenne il miracolo, la rotta da un basso load factor è diventata ad alto load factor e creando maggiori possibilità di spostarsi e di scegliere l’ora in cui partire.
La verità è che siamo arrivati ad un livello di paura e questa colpa la hanno i giornali, come la stessa regione di non avere più voli senza una Continuità Territoriale , questo ragionamento potrebbe esser vero ma allo stesso tempo potrebbe rivelarsi come un arma a doppio taglio ma più affilata dalla nostra. Difatti se in questi anni il turismo ha subito un leggero aumento o comunque non è crollato è dovuto più al libero mercato verso l’estero e verso gli aeroporti secondari che alla continuità che invece ha frenato lo sviluppo sulle rotte a più alta frequentazione come Milano Linate, Roma Fiumicino, Bologna , Torino ecc.. Tutti agglomerati urbani decisamente più forti, rispetto ad un Ancona, Perugia , Trieste, Parma ecc. Di conseguenza quindi da una parte abbiamo questa forte paura di lasciarci andare ,dall’altra invece cerchiamo in tutti i modi di sfuggire al controllo delle compagnie principali e operanti nella Continuità Territoriale.

La conclusione della vicenda , sarà lunga da scrivere e da decidere, ma è altrettanto vero che dopo quest’ultimo bando andato in bianco sarà dura riproporre la tariffa unica e difficilmente i sardi accetterebbero un nuovo monopolio e darla a Meridiana e Alitalia.