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La Sardegna, ha forse il maggior numero di aeroporti (aperti o chiusi) per abitanti in Italia, ci sono Cagliari, Alghero, Olbia e i restanti due aeroporti chiusi attualmente sono Oristano e Tortolì.
Oggi parliamo di Tortolì, un aeroporto che mi è tornato alla mente dopo che un utente di facebook (Ogliastra on the web) mi ha portato all’attenzione un gruppo su facebook : “Riaprite l’aeroporto di Tortolì-Arbatax” .
E’ giusto o no che venga riaperto questo aeroporto? E’ giusto spendere altri soldi per un mini-aeroporto in Sardegna?
Certamente , lo è quando si parla di una micro area difficilmente raggiungibile come l’ogliastra, ma lo è soprattutto per il periodo estivo, di cui la zona vive e si basa per il suo sviluppo. A differenza infatti dell’aeroporto di Oristano, nato e rimesso a nuovo per uno scopo diverso (Scalo Merci e non PASSEGGERI), la zona di Tortolì – Arbatax è problematica in quanto i collegamenti stradali non sono propriamente veloci e lo spostamento fra questa zona e gli scali “principali” di Cagliari/Olbia/Alghero non sono concorrenziali e rendono molto più costoso il viaggio per i turisti e locali.
L’area soggetta a questo aeroporto è naturalmente proporzionata alla grandezza stessa dell’aeroporto e cioè non implica aerei di linea con capienza superiore ai 100 posti e di certo non rende competitiva la presenza di low cost, perchè si dovrebbe prima di tutto rendere agibile l’aeroporto stesso per gli aeromobili tipici delle compagnie che operano questo genere di voli, ma altrettanto bisognerebbe “sovvenzionare” questi voli e renderebbe il tutto completamente vano alla fine il rapporto fra spese e “guadagno” .
D’altronde da qualche parte bisognerà iniziare, la presenza di strutture turistiche di prim’ordine fa sì che l’aeroporto prima di tutto dovrebbe realizzare una serie di voli fra i mercati tedeschi, austriaci (vi erano già in precedenza diversi voli charter) e altri mercati, in modo da realizzare o iniziare a discutere di catene “charter” per portare turisti nella zona, anche attraverso uno stop su Olbia e/o Cagliari.
Per i voli di linea invece, il problema si fa più “pericoloso”; la provincia dell’Ogliastra da sola ha soltanto 57.965 (Ultimo rilevamento statistico), questi numeri non permettono o comunque non assicurano un profitto sicuro e un rendimento per le rotte alla maggior parte delle compagnie aeree, soprattutto in inverno. E a mio avviso, la presenza della Continuità Territoriale non porterebbe benefici, in senso stretto perchè la nuova versione la tariffa unica, comporterebbe forti perdite per le compagnie stesse e le gare andrebbero deserte, non permettendo una politica di prezzi confacente alla tipologia di rotta in se.
Le uniche possibilità di Tortolì per avere una presenza fissa di voli e quindi di mobilità è quella d’affidarsi ad una compagnia che abbia aerei regional ed un appeal importante nel mercato (Il che non riguarda soltanto Meridiana), e soprattutto volare basso. E’ inutile per un aeroporto che deve “iniziare” a crearsi un network , richiedere voli impossibili, voli low cost, voli lunghi ecc. perchè prima di tutto bisogna farsi un “nome” , creare un movimento reale ed instaurare un rapporto di fiducia fra aeroporto<->turista. Insomma avere pazienza e andare con calma.
Di certo, se la Regione e le amministrazioni di comune accordo iniziassero a parlare di queste cose, la situazione dell’Ogliastra potrebbe esser vista con maggior prospettiva futura, ma l’importante sarà che l’Ogliastra stessa e la situazione dell’aeroporto non venga vissuta come un momento di propaganda elettorale, se no si finirà nella stessa situazione di Oristano, aperta e chiusa in poco tempo e il marchio di fallimento totale sulle spalle.

Aggiungo quello che per me sarebbe un operativoperfetto per iniziare a ragionare sull’apertura di Tortolì.

Estate

Aeroporto

Destinazione

Frequenze

Tortolì

Roma FCO

Giornaliero

Tortolì

Milano MXP

5 volte la settimana

Tortolì

Verona

2 volte la settimana

Inverno

Aeroporto

Destinazione

Frequenze

Tortolì

Roma FCO

4 volte la settimana

Tortolì

Milano MXP

3 volte la settimana

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Cagliaritano di nascita, ha vissuto per anni facendo la spola fra L'Aquila, Roma e Cagliari. Studiando Cinema e poi Turismo, appassionato sin da piccolo di aerei per colpa del sentiero di discesa della 32 di Cagliari che passava proprio davanti a casa sua. La sua passione per l'aviazione è bilanciata dalla sua paura per gli aerei, difatti pur amandoli non esita a dire "Ogni volta che salgo su un aereo ho una fifa nera del decollo". Dopo aver aperto "Cagliari In Volo" che poi è diventato "Sardegna In Volo" si è successivamente occupato dell'apertura di "Sicilia In Volo" e del forum "Aviazione Italiana".