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Mancano due mesi, poi si tornerà alla nostra stagione migliore. L’estate.

I nostri aeroporti torneranno ad essere pieni di lavoro, di voli..STOP. Ribadiamo il concetto, pieni di voli. Bene analizziamo la situazione in maniera chiara, come i nostri giornali NON ci fanno vedere.

  1. La Regione Sardegna ha tagliato di diversi punti percentuali rispetto al preventivato budget gli aiuti di co-marketing per i voli low cost
  2. La Regione Sardegna ha annunciato in pompa magna il prolungamento dei voli in CT2 sino a Maggio per Olbia ed Alghero e per Cagliari sino ad Ottobre (?).
  3. L’essere negativi nei confronti delle compagnie aeree low cost e straniere che non siano Meridiana ed Alitalia da parte dell’Assessorato ai trasporti ha fatto sì che le suddette stiano investendo poco o niente sulla nostra isola.

Ormai infatti mancano pochi mesi, e siamo al limite di tempistica perchè le low cost e non possano mettere in vendita voli dall’inizio della stagione estiva (31 Marzo) e siamo altresì a rischio per il periodo di picco che va da giugno a settembre. L’aeroporto principale (Cagliari) che ha festeggiato l’ottimo risultato del 2011 si trova attualmente in una fase di stallo, dove per ora hanno presentato una nuova rotta, di 2 mesi contro la perdita di Londra Gatwick (British Airways), Rodi (Ryanair), Vienna (FlyNiki) e Dusseldorf (Air Berlin). Se su Rodi si può dire che era una rotta prettamente outgoing, le altre due invece sono sintomo di un delicato equilibrio perso da parte della nostra regione nei confronti non del mercato aereo in se, bensì nel mercato più importante dei Tour Operator; Certo rimangono in piedi i voli per Vienna da parte di Austrian e gli altri voli per/da la Germania da parte di Ryanair/AirBerlin/Lufthansa/GermanWings ma rimangono pur sempre le stesse destinazioni che ormai stanno nel panorama cagliaritano da diversi anni.

La perdita invece del volo per/da Londra Gatwick è un qualcosa di assolutamente GRAVE, che nessun giornale ha portato alla risalta per quello che è. Una perdita d’immagine e di possibilità per la zona dell’aeroporto di Cagliari , che ha portato ad un aumento dei prezzi per la stagione estiva a venire nel mercato Londra-Cagliari che da almeno 5/6 anni non si vedeva.

Olbia si trova in una situazione di ormai rendita della Costa Smeralda, è l’unico aeroporto realmente privato che si autogestisce e che non ha assolutamente bisogno di grande programmazione nel tempo. Gli e lo permette prima di tutto il grande afflusso di jet privati che danno lavoro e rendite sicure alle casse aeroportuali, in secondo luogo la grande immagine che ha la Costa Smeralda nel mondo ed in Europa.

Alghero invece, vive di crisi e ormai è privo di spinta da parte di una gestione aeroportuale privata ormai di una sua identità. L’arrivo del nuovo direttore da Olbia non ha minimamente influito nelle possibilità di sviluppo, perchè legate ormai ad una componente ormai proprietaria “La Regione” per nulla intenzionata a sviluppare realmente il comparto aereo della Sardegna. D’altronde lo si evince anche dai voli presentati ad Alghero in pompa magna, un ritorno (Charleroi) e una nuova entrata che va ad essere complementare rispetto ad un volo già esistente (Londra Luton).

In conclusione, ci sono tanti esempi in Italia di gestione dei collegamenti aerei e di sviluppo di questi a lungo termine, uno di questi potrebbe essere l’esempio Pugliese, dopo la presentazione delle basi Ryanair a Bari e Brindisi non si sono bloccati e detto “va bene così”, ma hanno iniziato discorsi di sviluppo con Lufthansa, Air France, Alitalia, Swiss e altre compagnie e hanno creato in poco tempo un sistema di voli regionali che permette ai pugliesi di non passare solo per Roma, ma per Monaco, Zurigo e Parigi. Ma soprattutto si è cercato di rendere annuali i voli, sovvenzionando sia le stesse compagnie aeree, ma aiutando e “costringendo” la regione (popolazione) a diventare un polo turistico di maggior rilievo e difatti dall’anno appena passato, la Sardegna è stata superata in termini aeroportuali prima da Bari superando Cagliari ed infine Brindisi superando Olbia. Ma quello che deve far preoccupare alla Regione e soprattutto a tutto il comparto turistico è che questa regione non è obbligata a far volare per portare turisti e quindi significa che la Sardegna è in forte crisi e che non si può superare con solo una flotta navale pagata con soldi regionali.

Se non vogliamo esser superati pure da Genova, Trapani, Torino e altre città che prima guardavano i numeri dei nostri aeroporti con invidia, la Regione e il comparto turistico dovrà rimboccarsi le mani, se no altro che crisi dei porti, i prossimi ad ammettere la crisi saranno gli aeroporti e tutto l’indotto che questi creano.